Adagiato sulle pendici di declivi rigogliosi, pressoché incontaminati, la riflessiva Val Verbone ospita l’original borgo incantato di Perinaldo. Affatto distante il mezzo ettaro di terrazzi scoscesi, siti a 500 metri d’altitudine, costituivano il primissimo appezzamento che Marco Blancardi acquistò, realizzando compiutamente l’amore verso la sua terra. Ebbene sì, i ripidi terrazzamenti erano completamente ricoperti da erbe aromatiche! Volutamente coltivate badate bene…essenze odorose tramite la cui distillazione vigeva il sogno della diretta estrazione e la successiva vendita in piccole ampolle preziose! Marco iniziò così la sua attività agricola! L’esigua disponibilità economica con il suo ingegno artistico diedero vita ad un alambicco artigianale modellato secondo le proprie esigenze e secondo i pezzi ritrovati! Svariati passaggi ed alcuni anni seguenti egli ebbe l’idea e l’ardore d’immolarsi in una nuova avventura senza alcuna esperienza. L’appezzamento adiacente agli antichi terrazzi non presentava e non presenta tutt’oggi alcun tipico balzo, possiede una buona pendenza ma piuttosto dolce rispetto all’orografia circostante….una conca assolata dunque. Decise che era giunta l’ora d’accudir viti ad alberello e di produr il tipico liquido odoroso nella primigena DOC di Dolceacqua…il Rossese! Questo appezzamento di circa 2 ettari è ora un Cru della zonazione della produzione di Rossese di Dolceacqua ed è denominato Alpicella. Praticamente il solo ad aver vinificato questo Cru in quanto unico proprietario di un appezzamento in quella zona. Vigne giovani la cui prima ufficial vendemmia risale al 2014…oggigiorno possiedono dunque una decina d’anni. Successivamente Marco nel 2013 affitterà la vigna Pinella in un altro dei più rinomati Cru della denominazione Rossese di Dolceacqua…il Posaù! Una vigna in cui vivono vecchie viti con cui è solito innescare le fermentazioni spontanee da lieviti indigeni. Il vigneto di Posaù si ripropone storico e di rara bellezza oltre ogni modo…purtroppo nella meravigliosa annata 2017 i cinghiali hanno banchettato con la zuccherina uva di questa conca assolata. Quest’ultima si posiziona a 300 m.s.l.m vicino all’abitato di San Biagio della Cima

Nell’anno 2017 vi sarà dunque solamente spazio per il Rossese proveniente dal vigneto Alpicella! I terreni della denominazione Rossese di Dolceacqua comprendente la Val Nervia e la Val Verbone son particolarmente rinomati, definiti come scisto marnosi con una buona concentrazione d’argilla…nel linguaggio locale è detto “sgrutto” , proprio ad indicare la specifica roccia friabile che sgretolandosi crea il suolo sabbioso, simile al flysch. Marco smise dunque temporaneamente di distillar essenze e si dedicò all’amore della vigna, conobbe la moglie in Piemonte, durante dei corsi di formazione ed aggiornamento a Cissone…all’epoca “ombelico del mondo” per quanto riguarda la viticoltura biodinamica! Ancora una volta l’azienda Rosmarinus ci sorprende! La coltura agricola persegue i principi agricoli ed astrali della corrente steineriana, la Biodinamica appunto. Marco aveva ben inteso sin da subito la sua via, sin da quando chiese aiuto per la sua prima produzione vinicola. Fece riferimento ad una azienda del circondario che di buon grado gli mostrò i rudimenti di vinificazione e tenuta agricola della vigna. Purtroppo applicò il medesimo metodo nella vigna del giovin Blancardi…Marco se la ritrovò diserbata…gialla e ferita a morte. Un fremito irsuto…era il suo prezioso fazzoletto di terra desirato, meticolosamente voluto. Decise immediatamente di non avvalersi della “consulenza” di alcun vignaiolo circostante e di intraprendere il suo personale percorso. A questo punto debbo obbligatoriamente rivelar un particolar nascosto, non posso esimermi dalla sua descrizione, per cui sappiate che la sua prima vinificazione-sperimentazione fu avviata nell’anno 2009, una manciata di bottiglie da uve sanissime, pigiate con il metodo più delicato e natural possibile…con i piedi! il mosto diviene vino tramite l’antica e tradizionale macerazione dei raspi oltre che delle vinacce ovviamente…quest’ultimo millesimo rappresenterà l’anno zero della sua produzione…eh già perchè la sua prima barbatella fu messa a dimora nel 2005 nel vigneto dell’Alpicella e successivamente altre viti furono impiantate nel 2009! Il tempo minimo necessario per cui la vigna entri in produzione e Marco ricevette la sua prima magnifica recensione sulla rivista Enogea!

<<…Guarda dove siamo…uno spettacolo cangiante, mutevole, il panorama della Val Verbone e Nervia…il monte Toraggio con i suoi 2000 metri….quando sono in difficoltà, affaticato o demoralizzato, mi siedo su questo patio, osservo e ne sento la forza vitale, l’energia positiva di questi due alberi, che inglobati, trasmettono forza a questo palco….mi sento ristorato, sollevato e di nuovo col mio buon umore…in fondo guarda dove siamo…alza la testa….>>
Ed io la testa la sollevai, vidi il cielo, il mutar veloce delle cariche nubi…le fronde di questa chioma, rada non troppo fitta, rigogliosa ed una sensazione di calma e parità scese sul nostro silenzio e sul nostro amore per questa magnifica terra.
<<…La vigna dell’Alpicella era un groviglio unico di rovi e macchia selvaggia, io e mia moglie, due decespugliatori a spalla e null’altro…mesi, prima di ripulirlo completamente, soprattutto perchè questo paio di ettari era frazionato in ben 32 proprietà! Nessuno capiva più i confini, di cui molti se ne eran dimenticati ed altri con il sospetto sulle labbra della possibile fregatura rimuginavano sulla possibile vendita…proprietari da ogni dove, persino in Francia!…>>

Si capisce vero? Nessun trattore, nessun mezzo agricolo distruttivo del suolo…l’avrebbe compattato e reso asfittico uccidendo molta biodiversità creata negli anni di selvaggio abbandono. Le medesime pendici, possiedono antiche storie da raccontare, vennero coltivate sino a che “l’uomo moderno” non se ne scordasse. Il ritrovamento di “sculture” rivolte al culto del sole ed architetture rivolte al culto dell’acqua, testimoniano una preziosa presenza rurale! Ed ora Marco probabilmente tornerà a distillar essenze proprio per necessità, la cultura e la coltura biodinamica richiedono diversi preparati a base d’ortica, timo, achillea e valeriana…è stato emozionante vedere il luogo della dinamizzazione…lo è stato perchè quest’azienda pone un grande passo verso la viticoltura naturale e lo pone in un territorio ancora poco stimolato verso questa direzione.
Ed allora cari lettori, nel bene o nel male, con l’approvazione del proprio gusto personale o meno, questi vini vi trasmetteranno la loro mole d’energia vitale, indubbiamente positiva, ed è per questo che non rimarrete impassibili. Perchè è proprio questo che Marco e molti altri vignaioli naturali prospettano….la sperimentazione! La ricerca d’una cultura identitaria, l’energia e l’essenza della vita espressa, la vitalità d’ogni esser vivente…nel loro caso della vite e del conseguente frutto. Ed è così che essi si esprimono artisticamente, ed è così che la coltura ha il fondamental presupposto per diffondersi ed espandersi…la libertà! Una libertà contagiosa oltre ogni modo.
Il Rossese, un’uva straordinaria ed al contempo capricciosa, delicata dall’ardua vinificazione. Vi si richiede maestria e conoscenza specifica delle problematiche…ad esempio soffre d’acinellatura, possiede una buccia particolarmente sottile e soffice. Conseguentemente problemi d’oidio in vigna e riduzione nei tini di cantina sono le principali difficoltà. Infine non possiede particolar antociani o tannini infatti spesso vien vinificata con i raspi e lungamente macerata. Oltralpe ne apprezzano le sue straordinarie qualità ma lo definiscono un vino rosato…nominato nella zona della Provenza come Tibouren. Invece il Rossese di Dolceacqua è un vino Rosso cangiante, con una leggiadra eleganza innata. Se ne percepisce la delicatezza animata ed il suo equilibrio totale.

BLANCARDI MARCO – ROSMARINUS : ROSSESE ” NO LABEL” 2009
Prima annata non ufficiale. 100% uva Rossese da agricoltura biodinamica – uve non diraspate – pigiate coi piedi – spontaneamente fermentate – nessuna filtrazione – nessuna chiarifica.
<<…Abbandonate lo scibile nello stato d’essere d’incosciente passione Un tuffo buio, sbalzo del cuor, che amare vuole Il repentino desirar di viver della terra propria nell'inconscio d’una famiglia attorno, goder del dionisiaco frutto al giunger fine dello spontaneo percorso…>>

BLANCARDI MARCO – ROSMARINUS : ROSSESE DI DOLCEACQUA DOC 2014
100% Uva Rossese – uve del vigneto Posaù ed Alpicella per la sua prima annata ufficiale – spontaneamente fermentata – nessuna filtrazione – nessuna chiarifica.
Nulla due volte accade, non v’è saggiar ripetuto somigliante, nemmeno uno sguardo in tralice s’è mai riproposto uguale uguale e se di anime e corpi si vuol sentir parlare vi posso dir invero che essi differiscono, in questo liquido odoroso, rispettivamente l’un dall’altro, così come son diverse due identiche gocce d’acqua . Non v’è bacio che ritorni uguale al primo sorso di rossese naturale, l’incontro in un abbraccio, un sorriso incustodito abbonda generale fra le nuvole di queste montagne. L’umida condensa, l’intenso odor selvaggio, libero, come bruma…quel vetusto attrezzo rispolverato agita il cuore…ora dobbiamo andare, l’oscurità avvolge il patio illuminato.
BLANCARDI MARCO – ROSMARINUS : ROSSESE ALPICELLA DOLCEACQUA DOC 2015
Tattile e flessuoso. Sinuoso flusso pulsante iridescente. Vitaminica ed energizzante la matura bacca di prugnolo selvatico, fra le mani spolpata, ben si accosta ad uno sciroppo di gladioli selvatici! Badate bene, siamo ben lontani da una presunta dolcezza, siamo nella perfetta accezione officinale : verbena ed alisso in fiore! Maggiorana di creta e perovskia l’essenza mediterranea di questo succo miracoloso! Chapeau!

BLANCARDI MARCO – ROSMARINUS : ROSSESE POSAÙ DOLCEACQUA DOC 2016
MERENDA : Due secchi di dolci arance sanguinelle spremute, un infuso di radici di genziana ed achillea moschata i corroboranti pomeridiani! L’amaro tientelo caro! Composta di chinotto e mandarini cinesi glassati la solida ed energica sostanza! Cangiante succo di melograno, mistico l’estratto di : bardana, angelica e mirto! Il dinamico vortice percepito è una stilettata di scistosa salinità! A voi il total stimolo dei suddetti onirci liquidi odorosi!
BLANCARDI MARCO – ROSMARINUS : ROSSESE ALPICELLA DOLCEACQUA DOC 2017
Qual millesimo memorabile si prospetta! Di certo un’annata estremamente calda, di conseguenza la selvaggina, per dissetarsi, a nostro malgrado, ha sottratto a Marco la vigna Posaù! Non molte bottiglie ma la bellezza non solo abbonda ma straripa nell’entusiasmo! Croccante ed elettrico una scarica di gioia lungo tutta la dorsale, quella gioventù golosa che induce in tentazione…che induce ad attaccarti al rubinetto…del tino! Fatene scorta, se ci riuscite!
Marco, grazie dal profondo del cuore, ancora una volta ho trovato un artigiano vero dal cuor spontaneo! Quelle emozioni saggiate son invero il racconto scritto d’un amore viscerale…ti rispecchiano appieno! Un saluto a tutta la tua famiglia! A presto!
Alla prossima ragazzi! Stay tuned il progetto Uvanatura continua!
